OH PARTIGIANO PORTAMI VIA!

Sessant’anni fa l’Italia si dotava di una Carta Costituzionale: una conquista ottenuta col sangue – e tanto ne fu versato proprio qui sui nostri Appennini – e che indicava in maniera inequivocabile per il Paese un cammino antifascista per il riconoscimento dei diritti civili. La nostra, da allora, è una Repubblica fondata sul lavoro, non sulle “razze”,né sulle differenze di genere o di orientamento sessuale, sui credi religiosi o sulle relazioni tra gli individui. Su quella strada l’Italia non si è incamminata da sola: a sessant’anni di distanza da quella scelta, i principi della nostra Costituzione trovano conferma e sostegno nei percorsi intrapresi dall’Unione Europea. Ma proprio rispetto a quei percorsi e a quel dibattito l’Italia, oggi, sembra ferma al palo, minacciata da un lato dalle correnti del revisionismo e del negazionismo storico e dall’altro dall’incapacità di includere nel proprio paradigma culturale le accezioni di libertà e diritto che in altre parti d’Europa sono già diventate tradizione.

Raimondo Ricci, Vice Presidente vicario nazionale dell’ANPI,
Sergio Lo Giudice, consigliere comunale e presidente onorario di Arcigay,
Grazia Paoletti, Associazione ‘Luigi Longo’.
Modera l’incontro Vincenzo Branà

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